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Esame di Stato 2025

Esame di Stato 2025

La prova del 2025 si articola in una Prima parte dedicata al dimensionamento di un motoelica con struttura alare bilongherone a sezione rettangolare cava, e in una Seconda parte comprendente quattro quesiti, fra i quali il candidato deve sceglierne due. In quest'opuscoletto, per completezza didattica, vengono trattati tutti e quattro: il primo è una prova non distruttiva (CND con liquidi penetranti), il secondo un esercizio numerico di virata corretta a $C_L$ costante, il terzo l'analisi del funzionamento del motore turbofan, e il quarto un'organizzazione della manutenzione di secondo livello. Le risposte fanno riferimento al velivolo della Prima parte: motoelica con $W_{TO} = 5000\,\mathrm{N}$, apertura alare 11 m, ala trapezoidale (corda alla radice 1,4 m, all'estremità 1,1 m), profilo NACA 0010, $n_{lim} = 4{,}4$ (categoria Utility CS-23).

Controllo CND con liquidi penetranti

Quesito 1Descrivere dettagliatamente il controllo CND eseguito con liquidi penetranti.

Il Controllo Non Distruttivo (CND, in inglese NDT) con liquidi penetranti è una delle PND più diffuse in campo aeronautico, in quanto permette di rilevare discontinuità superficiali aperte (cricche, porosità, ripiegature) su qualsiasi materiale non poroso, con un'apparecchiatura economica e una procedura applicabile anche in situ sul velivolo.

Apparecchiatura e materiali

  • sgrassante/detergente per la pulizia preliminare;
  • liquido penetrante a contrasto cromatico (rosso) o fluorescente;
  • rimuovente (acqua, solvente o emulsificante);
  • rivelatore (polvere bianca a base di talco);
  • lampada di Wood (UV) per i penetranti fluorescenti;
  • attrezzatura di pulizia finale e materiali di documentazione.

Procedimento operativo

Il controllo si articola nelle sei fasi schematizzate nella figura seguente, identiche a quelle descritte in dettaglio al paragrafo §sec:20xx-cap7-q4 del Capitolo §cap:esame20xx.

Figura tecnica 1 — 2025
Sequenza delle sei fasi del controllo CND con liquidi penetranti.

Fase 1 — Pulizia preliminare.

La superficie viene sgrassata con solvente. Una pulizia inadeguata è la causa più frequente di falsi negativi.

Fase 2 — Applicazione del penetrante.

Per immersione, spruzzo o pennellatura. Tempo di permanenza tipico: 15–30 min, durante il quale la capillarità fa penetrare il liquido nelle discontinuità.

Fase 3 — Rimozione dell'eccesso.

Eseguita in modo da rimuovere il solo penetrante superficiale, lasciando intatto quello intrappolato nelle cricche.

Fase 4 — Applicazione del rivelatore.

Strato sottile e uniforme di polvere bianca o sospensione spray. Per capillarità inversa il penetrante intrappolato risale in superficie generando un'indicazione visibile, di forma e dimensioni amplificate. Tempo di azione: 5–15 min.

Fase 5 — Ispezione.

Con luce visibile (1000 lx) per i penetranti rossi, con lampada di Wood in cabina oscurata per i fluorescenti. Le indicazioni vengono classificate per forma:
  • lineari (lunghezza $\ge 3 \times$ larghezza): cricche, ripiegature;
  • rotondeggianti: porosità, soffiature;
  • diffuse: difetti generalizzati o problemi di pulizia.

Fase 6 — Pulizia finale.

Rimozione di ogni residuo di rivelatore e penetrante, che potrebbero innescare corrosione. Si redige il rapporto di prova con identificativo del pezzo, prodotti utilizzati, indicazioni rilevate (con fotografie) e giudizio di accettabilità.

Caso applicativo sul velivolo della Prima parte

Per il motoelica della Prima parte, una zona critica per il controllo con liquidi penetranti è l'attacco della semiala alla fusoliera: in particolare i fittings di attacco dei longheroni, che concentrano i carichi di flessione (con $n_{lim} = 4{,}4$ in categoria Utility) e sono soggetti a fatica per il numero elevato di cicli decollo-atterraggio. Un'ispezione PT ogni 500 ore di volo permette di intercettare l'innesco di cricche di fatica prima che si propaghino fino a dimensioni critiche.

Virata corretta a $C_L$ costante: tempo di inversione e consumo

Quesito 2Il motoelica di cui sopra esegue una virata a $C_L$ costante dopo un tratto in VROU (volo rettilineo orizzontale uniforme) a velocità di crociera, con angolo di bank $30°$; determinare il tempo per invertire la rotta e il consumo di carburante.

Dati di partenza e ipotesi

Analisi della virata

Passo 1 — Fattore di carico.

$$n = \frac{1}{\cos\theta} = \frac{1}{\cos 30°} = \frac{1}{0{,}866} \approx 1{,}155$$ Il valore $n = 1{,}155$ è ben al di sotto di $n_{lim} = 4{,}4$: la virata è strutturalmente sicura.

Passo 2 — Velocità di virata.

A $C_L$ costante (assetto invariato) la portanza, che deve aumentare di un fattore $n$, si ottiene aumentando la velocità nel rapporto $\sqrt{n}$: $$V_v = V_{VROU} \cdot \sqrt{n} = 44{,}4 \cdot \sqrt{1{,}155} \approx 47{,}7\,\mathrm{m/s} \quad (172\,\mathrm{km/h})$$

Passo 3 — Raggio di virata.

Dalla relazione fra velocità, raggio e angolo di bank ($\frac{V_v^2}{g\,r} = \tan\theta$): $$r = \frac{V_v^2}{g \cdot \tan\theta} = \frac{47{,}7^2}{9{,}81 \cdot \tan 30°} = \frac{2275{,}3}{9{,}81 \cdot 0{,}5774} \approx 401{,}7\,\mathrm{m}$$

Passo 4 — Velocità angolare e tempo per invertire la rotta.

La velocità angolare (rateo di virata) è: $$\omega = \frac{V_v}{r} = \frac{47{,}7}{401{,}7} \approx 0{,}1188\,\mathrm{radian/s}$$ Per invertire la rotta il velivolo deve descrivere un angolo di $\pi$ rad (180 °): $$\boxed{\,t_{180} = \frac{\pi}{\omega} = \frac{\pi}{0{,}1188} \approx 26{,}5\,\mathrm{s}\,}$$

Calcolo del consumo di carburante

Passo 5 — Potenza in virata.

In virata corretta a $C_L$ costante la velocità aumenta da $V_{VROU}$ a $V_v = V_{VROU}\sqrt{n}$. La resistenza aerodinamica $D = qSC_D$ aumenta in proporzione a $V^2$, quindi di un fattore $n$. La potenza necessaria $P_n = D \cdot V$ aumenta di un fattore $n \cdot \sqrt{n} = n^{3/2}$: $$P_v = P_{cr} \cdot n^{3/2} = 50 \cdot 1{,}155^{3/2} = 50 \cdot 1{,}241 \approx 62{,}1\,\mathrm{kW}$$

Passo 6 — Consumo orario in virata.

$$\dot{m}_c = c_{sf} \cdot P_v = 0{,}28 \cdot 62{,}1 \approx 17{,}4\,\mathrm{kg/h}$$

Passo 7 — Consumo per la manovra di inversione.

$$m_c = \dot{m}_c \cdot t_{180} = 17{,}4 \cdot \frac{26{,}5}{3600}$$ $$\boxed{\,m_c \approx 0{,}128\,\mathrm{kg} \quad (128\,\mathrm{g}) \quad\text{ovvero}\quad V_c \approx 0{,}18\,\mathrm{L}\,}$$

Sintesi visuale della virata

Figura tecnica 2 — 2025
Geometria della virata di inversione di rotta: il velivolo descrive una semicirconferenza di raggio $r$ a velocità $V_v$, impiegando $t_{180}$ a invertire la direzione di volo.

Funzionamento del motore turbofan

Quesito 3Illustrare e descrivere il funzionamento di un motore turbofan.

Architettura del motore

Il turbofan è organizzato in due flussi d'aria coassiali:

Flusso primario (caldo)
L'aria entra nel compressore (di bassa e alta pressione, multistadio assiale), viene compressa fino a $p_2 \approx 30$–$50$ volte la pressione atmosferica, attraversa la camera di combustione dove brucia con il combustibile (cherosene Jet A-1) raggiungendo temperature di $1500\,\mathrm{K}$–$1800\,\mathrm{K}$, espande in turbina (alta e bassa pressione) generando la potenza meccanica per azionare compressore e fan, infine si scarica nell'ugello primario producendo una piccola spinta residua.
Flusso secondario (freddo)
Una grande portata d'aria viene aspirata e accelerata dal fan, una ventola di grande diametro posta all'imbocco del motore, e fluisce esternamente al nocciolo (bypass duct) verso un proprio ugello secondario (o si miscela con il flusso primario in un mixer). Questa è la sorgente di gran lunga prevalente della spinta complessiva (60–85% nei turbofan moderni).

Le cinque stazioni del ciclo

Figura tecnica 3 — 2025
Schema del motore turbofan. Il flusso secondario (in verde) viene accelerato dal fan e produce la maggior parte della spinta. Il flusso primario (in rosso/arancio) attraversa compressore, camera di combustione e turbina; quest'ultima fornisce potenza al fan e al compressore tramite l'albero. Le stazioni numerate (0, 2, 3, 4, 5, 9) sono i punti tipici di analisi del ciclo termodinamico.

Le stazioni convenzionali del ciclo sono:

  • Stazione 0: condizioni atmosferiche indisturbate (a monte del motore);
  • Stazione 2: ingresso compressore (dopo presa d'aria e fan);
  • Stazione 3: uscita compressore = ingresso camera di combustione;
  • Stazione 4: uscita camera = ingresso turbina (temperatura massima del ciclo);
  • Stazione 5: uscita turbina = ingresso ugello primario;
  • Stazione 9: uscita ugello (getto).

Il rapporto di by-pass (Bypass Ratio

, BPR)

Il parametro fondamentale che caratterizza un turbofan è il rapporto di by-pass, definito come: $$\mathit{BPR} = \frac{\dot{m}_{a,\text{secondaria}}}{\dot{m}_{a,\text{primaria}}}$$ ovvero il rapporto fra la portata d'aria che attraversa il bypass duct e quella che attraversa il nocciolo. Si distinguono tre famiglie di turbofan:

TipologiaBPRCaratteristicheEsempi
Low-bypass0{,}3–2Postcombustore frequente; getto ad alta velocità; alte prestazioni a velocità elevate.Eurofighter (EJ200), F-16 (F100)
Medium-bypass2–5Architettura mista; primi turbofan civili.Concorde (Olympus), Boeing 707 (JT3D)
High-bypass5–12Massimo rendimento propulsivo subsonico; maggior parte degli airliner moderni.A320 (CFM56), 747 (CF6), 787 (Trent 1000)
Ultra-high-bypass$> 12$Tendenza più recente; geared turbofan con riduttore.A220 (PW1500G), A320neo (LEAP-1A)
Famiglie di turbofan in base al rapporto di by-pass.

Vantaggi del turbofan rispetto al turbogetto semplice

Il turbofan è diventato lo standard dei velivoli da trasporto perché, rispetto al turbogetto semplice, offre vantaggi decisivi:

  • Maggior rendimento propulsivo: il rendimento propulsivo $\eta_p = 2V_0/(u_e + V_0)$ è massimo quando la velocità del getto $u_e$ è poco superiore alla velocità di volo $V_0$. Il turbofan, accelerando moderatamente una grande portata d'aria, raggiunge $\eta_p \approx 0{,}65$–$0{,}75$, contro lo $0{,}40$–$0{,}50$ tipico del turbogetto.
  • Consumo specifico inferiore: come conseguenza del maggior rendimento propulsivo, il consumo orario per unità di spinta (TSFC, Thrust Specific Fuel Consumption) è di circa il 30–40% più basso rispetto al turbogetto.
  • Rumorosità ridotta: il flusso secondario, a velocità più bassa, abbassa l'intensità del rumore del getto (proporzionale alla potenza ottava della velocità del getto). Inoltre il flusso freddo schiacchera il getto caldo riducendone la turbolenza.
  • Migliori prestazioni di salita e decollo: a basse velocità il turbofan fornisce maggior spinta del turbogetto pari potenza, perché il fan è efficace anche a bassa velocità.

Limiti del turbofan

  • Velocità di volo subsonica: oltre $M \approx 0{,}9$ il rendimento del fan crolla per la formazione di onde d'urto sulle pale. I velivoli supersonici utilizzano turbofan a basso BPR con postcombustore, oppure turbogetti puri.
  • Diametro frontale elevato: il fan di grandi dimensioni richiede ampi nacelle che aumentano la resistenza aerodinamica. Sui velivoli a doppio motore questo è un compromesso accettabile per i benefici sui consumi.
  • Complessità meccanica: l'asse a doppio o triplo flusso, i sistemi di controllo del fan e (nei geared turbofan) il riduttore aggiungono peso e costi di manutenzione.

Manutenzione di 2° livello: organizzazione, personale, tasks e tempi

Quesito 4Facendo le dovute ipotesi di partenza, ipotizzare una possibile struttura organizzativa per una manutenzione di 2° livello, indicando il personale necessario, la qualifica, i tasks manutentivi necessari e i tempi per effettuarli.

Ipotesi di partenza

Organizzazione del personale

L'organizzazione minima di un'officina Part-145 di secondo livello prevede le seguenti figure professionali, con qualifiche attestate da licenza Part-66 (per il personale tecnico) e da approvazioni interne all'organizzazione (per i ruoli gestionali).

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Ruolo

QualificaCompiti principaliN. unità
Accountable ManagerResponsabile legale dell'organizzazione verso ENAC/EASA.1
Quality ManagerEsperienza Part-145Audit interni, monitoraggio conformità ai regolamenti, gestione SMS.1
Maintenance ManagerPart-66 + esperienzaPianificazione interventi, supervisione tecnica, allocazione risorse.1
Tecnico certificatorePart-66 cat. B1.2 (motoelica) e B2 (avionica)Esegue manutenzione, ispeziona, firma il rilascio (CRS, Certificate of Release to Service) al termine dell'intervento.2
Tecnico ausiliarioPart-66 cat. AEsegue task semplici sotto supervisione (sostituzione olio, filtri, candele); non firma il CRS.1
MagazziniereGestione parti di ricambio, tracciabilità (form 1 EASA), inventario.1
Organizzazione minima di un'officina di manutenzione di 2° livello per la flotta ipotizzata.

Categorie di licenza Part-66

La licenza Part-66 attesta le competenze tecniche del personale di manutenzione ed è articolata in quattro categorie:

Categoria A
Manutenzione di linea minore e correzione di anomalie semplici. Non firma il CRS per ispezioni complete.
Categoria B1
Manutenzione strutturale, motori, sistemi meccanici, elettrici. Sottocategorie: B1.1 (turbomotori), B1.2 (motori alternativi), B1.3 (rotor), B1.4 (alianti).
Categoria B2
Avionica (sistemi elettrici/elettronici).
Categoria C
Manutenzione di base (interventi maggiori in hangar). Per certificare un C-check è necessaria la qualifica C, che richiede una significativa esperienza pregressa.

Per la flotta ipotizzata (motoelica leggeri) la qualifica appropriata per i tecnici certificatori è B1.2 + B2 combinata.

Tasks manutentivi e tempi

L'ispezione 100 ore è il riferimento tipico della manutenzione di 2° livello sui velivoli da turismo e si articola nei task elencati nella tabella seguente. I tempi sono espressi in ore-uomo (man-hours) e fanno riferimento a un singolo velivolo della classe ipotizzata.

\setlength{\tabcolsep}{4pt}

>{\arraybackslash}p{0.4cm}p{1.5cm}X>{\arraybackslash}p{0.85cm}>{\arraybackslash}p{1.55cm}@{}}

N.

SistemaTask manutentiviTempoQualifica
1Doc.Verifica giornale di bordo, libretti, ARC; pianificazione intervento.0,5 hB1.2
2CellulaLavaggio esterno, ispezione visiva di rivetti, lamiere, parabrezza, vernice.2,0 hA
3CellulaApertura pannelli ispettivi, controllo serraggio bulloni di forza.1,5 hB1.2
4MotoreSostituzione olio (drenaggio, filtro, riempimento).1,0 hA / B1.2
5MotoreControllo compressione cilindri (tutti e 4) con compression tester.1,5 hB1.2
6MotoreIspezione e sostituzione candele, magneti (se previsto).1,5 hB1.2
7MotoreIspezione filtri aria e benzina, gascolator, drain valves.0,5 hA
8ElicaIspezione bordi pale per nicks/cricche, controllo serraggio mozzo, lubrificazione.1,0 hB1.2
9CarrelloControllo pressione ammortizzatori, freni, pneumatici; lubrificazione perni.1,5 hB1.2
10Comandi di voloIspezione cavi, pulegge, tensioni; prova escursione.1,5 hB1.2
11Imp.\ elettricoControllo batteria, tensione di carica, alternatore, fusibili, CB.1,0 hB2
12AvionicaBIT degli strumenti, prova radio VHF, transponder, GPS.1,0 hB2
13Imp.\ combust.Controllo serbatoi, sfiati, sonde di livello, drain water.1,0 hB1.2
14PNDIspezione PT su attacchi longheroni e perni di cerniera.2,0 hB1.2 + liv.\ II
15Prove finaliGround run-up motore, prova magneti, lettura parametri, prove pre-flight.1,0 hB1.2
16Doc.Compilazione rapporti, aggiornamento libretti, firma CRS.1,0 hB1.2
\multicolumn{3}{r}{Totale ore-uomo}19,0
Tasks dell'ispezione 100 ore con tempi indicativi (in ore-uomo) e qualifiche richieste.

Distribuzione del lavoro nel tempo solare.

Con l'organizzazione descritta (2 tecnici certificatori + 1 ausiliario operanti in parallelo), le 19 ore-uomo si distribuiscono in circa \textbf{1{,}5–2 giorni lavorativi}. Il velivolo può quindi essere riconsegnato in servizio entro 48 ore dalla presa in carico, salvo necessità di parti di ricambio non a magazzino.

Schema organizzativo

Figura tecnica 4 — 2025
Organigramma dell'officina di manutenzione di 2° livello. Le linee continue rappresentano le linee gerarchiche, le linee tratteggiate i flussi di servizio (parti di ricambio, supervisione qualità).

Documentazione di output

Al termine dell'intervento, l'organizzazione produce:

  • CRS (Certificate of Release to Service): firma del tecnico certificatore che attesta la riconsegna in servizio del velivolo.
  • Work Report: dettaglio dei task eseguiti, parti sostituite (con numero seriale), ore-uomo impiegate, prove eseguite.
  • Aggiornamento del libretto del velivolo e dei libretti dei componenti tracciati (motore, elica).
  • Notifica al CAMO (gestore dell'aeronavigabilità continua) per l'aggiornamento del programma di manutenzione del velivolo.