Costruzioni Aeronautiche · Storia dell'Aerodinamica

Il segreto
dell'ala

Dal volo «impossibile» di Newton alla teoria della linea portante di Prandtl: due secoli per trasformare l'ala da mistero a oggetto di calcolo.

dalla lezione del Prof. Luigi Pascale  ·  adattamento didattico: Prof. Ing. B. Raucci  ·  ITIS E. Majorana, Cassino
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Prologo

L'ala, simbolo di libertà

Fin dall'antichità l'uomo ha guardato all'ala con attenzione riverenziale: emblema della libertà dal vincolo terrestre, gli artisti la collocavano nella sfera del mitologico e del divino, mentre ogni tentativo di imitarla restava vano.

Soltanto da poco più di un secolo — «un batter di ciglia nella storia» — si è giunti a sfruttarne le potenzialità, aprendo le porte all'era del volo e, in breve, spingendosi oltre la velocità del suono. Ma per volare occorreva prima capire.

Bassorilievo di Icaro
Fig. 1 — Icaro, bassorilievo classico. Il mito del volo come sfida ai limiti umani.
01
Il problema

Una macchina a fluido

In meccanica, l'ala può essere catalogata come una macchina a fluido: per effetto del suo moto relativo rispetto all'aria genera una forza sostentatrice, a prezzo di una quota dell'energia spesa per il suo stesso moto.

Quella forza si scompone nella portanza $L$, perpendicolare al moto, che vince il peso, e nella resistenza $D$, parallela al moto, che il propulsore deve compensare. Macchina semplice all'apparenza, ma capace di efficienze elevatissime.

Eppure, sin dal XVIII secolo e malgrado i tentativi di eminenti uomini di scienza, l'interpretazione del suo funzionamento rimaneva ignota: non si era in grado di identificare il reale meccanismo di interazione tra l'ala e l'aria. Per questo si parlava de Il segreto dell'ala.

Dalla prima ala all'era del volo
Fig. 2 — In poco più di un secolo, dal primo volo controllato al superamento del muro del suono.
1687
Newton
la legge errata
1889
Lilienthal
la prova
1903
Wright
il volo
1902–06
Kutta · Joukowski
la circolazione
1907
Lanchester
l'ala finita
1918
Prandtl
la sintesi
Questa lezione ripercorre il saggio «Il segreto dell'ala» del Prof. Luigi Pascale — progettista del velivolo Partenavia — da cui sono tratti il filo logico, i dati storici e la testimonianza conclusiva (Napoli, 2011).
02
Il vocabolario

Anatomia di un profilo alare

Prima di seguire la storia, fissiamo i termini che ricorreranno in ogni capitolo, sul profilo che la storia stessa avrebbe reso possibile: un NACA 4412.

V∞ (vento relativo) α Portanza L Resistenza D dorso (extradosso) ventre (intradosso) corda c bordo d'attacco bordo d'uscita
Fig. 3 — Nomenclatura su un profilo NACA 4412: bordo d'attacco e d'uscita, corda, dorso e ventre, angolo d'attacco $\alpha$ e le forze $L$ e $D$.

Il bordo d'attacco incontra per primo il flusso; il bordo d'uscita, aguzzo, è dove l'aria abbandona il profilo. La corda $c$ congiunge i due bordi. Il dorso (extradosso) e il ventre (intradosso) racchiudono lo spessore; la loro asimmetria è la curvatura (camber). L'angolo d'attacco $\alpha$, tra corda e vento relativo $V_\infty$, governa la portanza.

✦ Perché serve questo vocabolario

Tutta la storia che segue risponde a una domanda formulata in questi termini: come fa la forma di dorso e ventre, a un dato $\alpha$, a produrre la portanza $L$? Newton credette di saperlo. Si sbagliava.

03
1642 – 1727 · L'ipotesi errata

Newton e la legge del seno quadrato

Isaac Newton
Isaac Newton
1642 – 1727
La scienza ufficiale negava il volo umano

Newton (1726) era andato nella direzione giusta: la forza aerodinamica dipende dalla densità del fluido, dalla superficie esposta e dal quadrato della velocità relativa. Ne era però errata la dipendenza dal quadrato del seno dell'angolo d'attacco.

Nel modello a urti, l'aria è uno sciame di particelle che colpiscono il ventre della lastra cedendo la sola quantità di moto normale; il dorso non contribuisce. È l'errore: nel fluido reale il flusso non «urta», ma viene deflesso con continuità, e l'aspirazione sul dorso fornisce gran parte della portanza.

Teoria dell'impatto newtoniano
Fig. 4 — Teoria newtoniana del $\sin^2$: portata di massa intercettata $\times$ componente normale di velocità.
Legge del seno quadrato (Newton)
$$ F_R = \rho_\infty\, A\, V_\infty^{2}\, \sin^{2}\alpha $$
La portanza è la componente perpendicolare al moto. Alle piccole incidenze del volo $\sin^2\alpha \approx \alpha^2$: la portanza crescerebbe col quadrato dell'angolo, anziché linearmente.
α C_L C_L ≈ 2πα (reale) ∝ sin²α (Newton) zona di volo
Fig. 5 — Alle incidenze tipiche del volo la legge di Newton sottostima drasticamente la portanza.
⚠ L'errore concettuale

Per Newton la portanza nasceva quasi solo dall'urto sull'intradosso. Influenzati da lui, anche Helmholtz, Kirchhoff e Rayleigh (seconda metà dell'Ottocento) continuarono a supporre che la forza portante dipendesse dall'impatto dell'aria sotto l'ala, separandosi dal dorso. Le conclusioni sul volo umano restavano negative.

✦ Una giustizia postuma

Il modello del $\sin^2$ ha avuto un ritorno d'interesse nel flusso ipersonico: per lo Shuttle al rientro, a circa 60 km di quota e Mach 20, in aria rarefatta e con onda d'urto molto obliqua il flusso è quasi parallelo alla parete — proprio l'ipotesi di Newton.

04
1848 – 1896 · La prova sperimentale

Lilienthal e i profili curvi

Otto Lilienthal
Otto Lilienthal
1848 – 1896
Misurò ciò che la teoria negava

Nel suo libro del 1889, Il volo degli uccelli come base dell'arte del volo, Lilienthal considerava quasi scandaloso che la conoscenza dei principi meccanici del volo fosse così arretrata. Coadiuvato dal fratello Gustav, realizzò dispositivi per misurare la forza aerodinamica su ali di varia forma.

Il confronto fra sezioni alari mise in chiara luce il vantaggio delle superfici a sezione curva (con curvatura, o camber) rispetto a quelle piane. Se contasse solo l'impatto sul ventre, la forma del dorso sarebbe irrilevante: invece il dorso «lavora».

Profili curvi di Lilienthal
Fig. 6 — Sezioni alari a curvatura crescente.
Aliante di Lilienthal
Fig. 7 — Un suo libratore pronto al lancio (1891–96).

Dal primo libratore (1891) effettuò circa duemila lanci. Nell'agosto 1896 un incidente, attribuito a uno stallo dell'ala, gli costò la vita. Dal 1894 era in corrispondenza con Octave Chanute, che trasmise i suoi studi ai fratelli Wright.

✉ Un debito riconosciuto

I Wright riconobbero quel debito anche in una lettera del 1911 alla vedova, Agnes Lilienthal, accompagnata da un assegno: lo definirono «un grande uomo».

05
1903 · Il fatto compiuto

I fratelli Wright

A Dayton (Ohio), Wilbur e Orville lavorarono con ferrea determinazione, tutt'altro che da dilettanti: si rivolsero perfino alla Smithsonian Institution. Scelsero di separare la sostentazione dalla propulsione, affidando quest'ultima a un organo rotatorio — l'elica. I loro libratori, biplani (configurazione di Chanute) con pilota prono, montavano uno stabilizzatore anteriore (canard) per prevenire lo stallo che era costato la vita a Lilienthal.

Wilbur e Orville Wright
Fig. 8 — Wilbur (1867–1912) e Orville (1871–1948) Wright.
Libratore a Kitty Hawk
Fig. 9 — Il libratore in prova a Kitty Hawk.

Le prime prove a Kitty Hawk (1900–1901) furono deludenti: la portanza era molto inferiore a quella calcolata con le tavole esistenti, in cui — scrisse Wilbur — «verità ed errori sono così mescolati da risultare indistinguibili». Esperti costruttori di biciclette, realizzarono allora un tunnel aerodinamico ante-litteram e provarono oltre duecento ali, mettendo in luce il rapporto tra apertura e corda — l'allungamento alare. Nel 1902 il successo fu pieno; il 17 dicembre 1903 il Flyer compì il primo volo a motore della storia.

Il Flyer dei fratelli Wright
Fig. 10 — Il Flyer, tipo canard, ad eliche spingenti.
12,30 m
Apertura alare
46,5 m²
Superficie
350 kg
Peso al decollo
≈ 12 Hp
Potenza
🧮 La teoria di Newton è palesemente falsa

Con peso $350\ \mathrm{kg}$, superficie $46{,}5\ \mathrm{m^2}$ (carico alare $7{,}3\ \mathrm{kg/m^2}$) e velocità $\approx 50\ \mathrm{km/h}$, il coefficiente di portanza reale risulta $C_L \approx 0{,}6$. La formula di Newton, adeguandone i riferimenti, dà $\approx 0{,}03$: circa un ventesimo. In questo divario si celava il segreto.

06
L'indizio

L'effetto Magnus

L'imbeccata venne da un fenomeno noto nell'Ottocento, l'effetto Magnus, che dimostrava l'esistenza di una forza perpendicolare al moto: la stessa che deviava i proiettili d'artiglieria messi in rotazione dalla rigatura delle canne e le palle da tennis «tagliate». Lord Rayleigh ne diede spiegazione in un lavoro del 1878, On the irregular flight of a tennis-ball.

La chiave era un teorema di Daniel Bernoulli (1700–1782): lo scambio fra energia di pressione ed energia cinetica nella corrente. Il flusso attorno al cilindro si ottiene per sovrapposizione di flussi potenziali elementari, con e senza moto circolatorio — quest'ultimo modellato come vortice di Rankine (1820–1872), con nucleo rotante e velocità tangenziale inversamente proporzionale al raggio.

Effetto Magnus
Fig. 11 — Sovrapposizione di corrente uniforme e flusso circolatorio attorno al cilindro.

Sopra il cilindro la velocità della corrente si somma a quella tangenziale; sotto si sottrae. Per Bernoulli ne risulta depressione sul dorso e sovrappressione sul ventre: una forza perpendicolare al moto.

Circolazione
$$ \Gamma = \oint_{C} \vec{V}\cdot d\vec{s} \qquad\quad p + \tfrac{1}{2}\rho V^{2} = \text{cost.} \;\Rightarrow\; V\uparrow \Rightarrow p\downarrow $$
Il moto rotatorio che si stabilisce attorno al corpo è la circolazione $\Gamma$. La domanda diventa: può formarsi anche attorno a un'ala?
✦ Tre uomini, indipendentemente

Queste evidenze indirizzarono il pensiero verso un legame di causa-effetto fra moto circolatorio e portanza. A coglierlo furono, l'uno indipendentemente dall'altro, il tedesco Kutta, il russo Joukowski e l'inglese Lanchester.

07
1867 – 1944 · L'intuizione

Kutta e la circolazione

Wilhelm Kutta
Wilhelm Kutta
1867 – 1944
Università di Stoccarda

Professore di matematica a Stoccarda, affascinato dai voli di Lilienthal, Kutta cercò un metodo per calcolare la portanza dei profili curvi. Il suo merito fu intuire che la circolazione dell'effetto Magnus poteva stabilirsi anche attorno a una sezione alare non rotante. Si servì delle trasformazioni conformi (numeri complessi), che conservano l'ortogonalità tra linee di corrente ed equipotenziali: trasformava un cilindro in un segmento o in un arco, aggiungendovi la circolazione.

Studiando il flusso attorno a una lastra e a un arco, evidenziò il ruolo dei punti di ristagno: senza circolazione si dispongono in modo simmetrico e la forza è nulla; aggiungendo la circolazione che porta il ristagno posteriore sul bordo d'uscita (condizione di Kutta) nasce la portanza. Ciò richiede, come nei profili di Lilienthal, un bordo d'attacco raccordato e un bordo d'uscita aguzzo.

✦ Un'intuizione senza formula

Nel suo lavoro del 1902 Kutta scoprì la possibilità della circolazione attorno al profilo — e quindi il meccanismo della portanza — ma non ne fornì alcuna relazione matematica. Restava anche da spiegare come la circolazione si formasse fisicamente.

08
Il meccanismo fisico

Come nasce la circolazione

All'avvio del moto si stabilisce un flusso potenziale che tende a girare attorno al bordo d'uscita per raggiungere il punto di ristagno posteriore. Lì la velocità è teoricamente infinita, nulla al ristagno: il gradiente di pressione, su distanza piccola, è elevatissimo e contrario al moto.

In un fluido reale interviene la viscosità: l'attrito fa separare la corrente e formare, al bordo d'uscita, un vortice che s'ingrossa finché i flussi dai due lati non si congiungono a pari velocità — realizzando in modo naturale la condizione di Kutta.

Formazione della circolazione
Fig. 12 — Il flusso reale attorno al profilo.
Vortice di partenza
Fig. 13 — Il vortice di partenza e la circolazione legata, uguale e contraria.
Conservazione (teorema di Kelvin)
$$ \frac{D\Gamma}{Dt} = 0 $$
Il vortice di partenza si distacca trascinato a valle: per la conservazione del momento della quantità di moto, la sua intensità eguaglia esattamente quella della circolazione legata attorno al profilo.
✦ Modello e realtà convergono

È la prova straordinaria che il modello matematico trova conferma nella realtà fisica: la condizione di Kutta — pura ipotesi matematica — si realizza concretamente per effetto della viscosità.

09
1847 – 1921 · La legge quantitativa

Joukowski e il teorema fondamentale

Nikolai Joukowski
Nikolai Joukowski
1847 – 1921
Università di Mosca · 1906

Professore di meccanica a Mosca, nel 1906 Joukowski enunciò per la prima volta il teorema che lega circolazione e portanza, mancante fino ad allora. Non conosceva Kutta né la sua pubblicazione del 1902: per riconoscimento, il teorema porta il nome di entrambi.

Teorema di Kutta–Joukowski (portanza per unità di apertura)
$$ L' = \rho_\infty\, V_\infty\, \Gamma $$
La portanza per metro di apertura è proporzionale a densità, velocità asintotica e circolazione. Con la condizione di Kutta, per il profilo sottile simmetrico, segue $C_L = 2\pi\alpha$ — l'andamento lineare che Newton non spiegava.

Anche Joukowski usò le trasformate conformi, in modo più articolato. Una trasformazione conforme fa corrispondere a ogni punto di un piano complesso un punto di un altro piano, conservando gli angoli fra le curve: applicata ai flussi potenziali, conserva l'ortogonalità fra linee di corrente ed equipotenziali. Joukowski ne inventò una capace di trasformare un cerchio in un vero profilo alare.

Trasformata di Joukowski
$$ \zeta = z + \frac{a^{2}}{z} $$
Un cerchio nel piano $z$ che passa per $z=+a$ si trasforma in un profilo nel piano $\zeta$. L'offset del centro lungo l'asse reale genera lo spessore, lungo l'asse immaginario la curvatura; il punto $z=+a$ diventa il bordo d'uscita.
z = +apiano z (cerchio)ζ = z + a²/zcuspidepiano ζ (profilo)
Fig. 14 — Dal cerchio (piano $z$) al profilo (piano $\zeta$) tramite $\zeta = z + a^2/z$. Il punto $z=+a$ diventa la cuspide del bordo d'uscita.

Nella figura originale di Joukowski comparivano tre cerchi con un solo punto in comune in $+a$: al cerchio tratteggiato corrisponde il segmento della corda, al punto l'arco che definisce la curvatura, al cerchio pieno il contorno del profilo. Si otteneva un bordo d'attacco arrotondato e un bordo d'uscita aguzzo costituito da una cuspide — difficoltà teorica e pratica poi rimossa da Trefftz e Kármán. Era, per la prima volta, la geometria di un vero profilo alare: «una vera magia».

▶ Apri il generatore interattivo di profili Joukowski
✦ Dove l'aerodinamica incontra le strutture

Joukowski dimostrò che si può generare portanza efficiente anche con profili di forte spessore: ciò permette di alloggiare all'interno dell'ala longheroni e centine, eliminando i tiranti esterni (grande fonte di resistenza). Fu Hugo Junkers a propugnare per primo questa idea. Nasce qui la sfida propria della progettazione aeronautica: sposare la forma aerodinamica con la robustezza strutturale.

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1868 – 1946 · La terza dimensione

Lanchester e l'ala finita

Frederick Lanchester
Frederick Lanchester
1868 – 1946
Ingegnere, cultore di matematica

Ingegnere inglese, esperto di motori e automobili, nel 1894 — poco più che ventenne — Lanchester sviluppò idee innovative sulla teoria circolatoria della portanza e sul complesso sistema vorticoso dell'ala finita, fornendone un disegno schematico sorprendentemente aderente a quanto si sarebbe scoperto.

Sistema vorticoso alare di Lanchester
Fig. 15 — «Il sistema vorticoso alare» nel disegno di Lanchester.

I suoi lavori non furono accettati dalla Royal Society né dalla Physical Society; solo nel 1907 e 1908 uscirono i suoi due libri, poi celebri, Aerodynamics e Aerodonetics. Aveva iniziato a sollevare il velo del segreto anni prima che i Wright volassero, ma la disattenzione del mondo scientifico — già lamentata da Lilienthal — ne ignorò le idee, come quelle di Kutta e Joukowski, fino all'arrivo di Prandtl.

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Le leggi dei vortici

Helmholtz e Biot–Savart

Il passaggio all'ala finita chiamava in causa le leggi del moto vorticoso, dovute a Hermann von Helmholtz (1821–1894), un homo universalis — medico, fisiologo, fisico e matematico.

TEOREMA 1
Intensità costante
La circolazione di un filetto vorticoso resta costante lungo tutta la sua estensione.
TEOREMA 2
Niente fine nel fluido
Un vortice non termina nel fluido: si estende all'infinito o si richiude (come l'anello di fumo, che si dissolve se si spezza).
TEOREMA 3
Trasporto col fluido
In corrente stazionaria i filetti vorticosi si dispongono lungo le linee di corrente.
✦ La legge di Biot–Savart

A questi teoremi si aggiunse la legge dell'induzione vorticosa, in perfetta analogia con l'elettrodinamica (da cui il nome di Biot–Savart): essa consente di calcolare la velocità che un elemento di filetto vorticoso induce in un dato punto della corrente. È lo strumento che mancava per il calcolo dell'ala finita.

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1875 – 1953 · La sintesi

Prandtl: linea portante e resistenza indotta

Ludwig Prandtl
Ludwig Prandtl
1875 – 1953
Gottinga — la forma matematica definitiva

Professore a Gottinga, maestro di Theodore von Kármán, Prandtl ebbe il dono di tradurre i fenomeni fisici in forma matematica; a lui si deve anche la teoria dello strato limite, che aprì alla comprensione degli effetti della viscosità. Aveva tutte le tessere: la circolazione (Kutta), il teorema $L'=\rho_\infty V_\infty\Gamma$ (Joukowski), la scia 3D (Lanchester), le leggi dei vortici (Helmholtz) e la legge di Biot–Savart.

Concepì uno schema semplice: l'ala come una linea vorticosa portante, perpendicolare al volo, con circolazione $\Gamma(y)$ variabile. Per Helmholtz, ogni variazione $d\Gamma/dy$ stacca un filetto vorticoso libero verso valle; la forza sulle sezioni si ricava da Kutta–Joukowski.

Linea portante di Prandtl
Fig. 16 — Schema vorticoso dell'ala finita: vortici aderenti e vortici liberi.

I vortici inducono in corrispondenza dell'ala una velocità discendente (downwash) che inclina la corrente locale di un angolo indotto $\alpha_i$: la portanza, perpendicolare alla corrente locale, si inclina all'indietro e la sua proiezione nel verso del moto è la resistenza indotta.

V∞ w (downwash) V locale αᵢ L·cosαᵢ D indotta = L·sinαᵢ L (⊥ V locale)
Fig. 17 — Il downwash inclina la corrente: la portanza acquista una componente nel verso del moto — la resistenza indotta.
Pubblicata in Germania nel 1918, la teoria uscì in forma definitiva negli Stati Uniti nel 1922 come NACA TR-116. Sul merito relativo a Lanchester si discusse a lungo: Lanchester, in vecchiaia, fu amareggiato di non vedersi adeguatamente riconosciuto.
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Max Munk · La distribuzione ottima

L'ala ellittica e la resistenza minima

Determinare la portanza lungo l'apertura richiede la soluzione di un'equazione integrale — affrontata per serie, con metodi grafici o, oggi, con il calcolo automatico (la moderna CFD).

Il tassello decisivo lo pose Max Munk, allievo di Prandtl: se la portanza segue lungo l'apertura una legge ellittica, l'angolo di incidenza indotta è costante lungo tutta l'apertura e la resistenza indotta è la minima possibile.

Γ(y) — distribuzione ellittica ala ellittica -b/2 +b/2 downwash w costante → αᵢ costante
Fig. 18 — Per la distribuzione ellittica il downwash è uniforme lungo l'apertura: è la condizione di resistenza indotta minima.
Resistenza indotta · allungamento
$$ \alpha_i = \frac{C_L}{\pi\,A\!R}, \qquad C_{D_i} = \frac{C_L^{2}}{\pi\,A\!R}, \qquad A\!R = \frac{b^{2}}{S} $$
Per ala ellittica (caso ottimo). La massa d'aria deviata per unità di tempo è $m=\tfrac{\pi}{4}b^{2}\rho V_0$: l'influenza dell'ala è limitata a un tubo di flusso di diametro pari all'apertura $b$.
✈ Conseguenze progettuali

$C_{D_i}$ cala all'aumentare dell'allungamento $A\!R$: ecco perché gli alianti hanno ali lunghe e strette ($A\!R$ anche $>25$). Distribuzioni diverse (ala rettangolare) restringono il tubo di flusso e aumentano $D_i$; schermi marginali, up-turned wing tip e winglets spostano il vortice d'estremità e la riducono. La formula biplana e triplana (il celebre triplano di von Richthofen) fu infine soppiantata dal monoplano, più efficiente non appena i profili spessi consentirono strutture interne robuste.

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Epilogo · Una testimonianza

Dal segreto all'ingegneria

Agli inizi degli anni Venti erano poste le basi di una promettente ingegneria aeronautica. Sorsero le grandi gallerie del vento a densità variabile, per studiare serie sistematiche di profili ad alto numero di Reynolds, e i laboratori per i nuovi materiali e tipi strutturali — le leghe di alluminio e le strutture a guscio. Spesso quei risultati erano classificati come segreto militare.

L'autore di questa lezione, il progettista Luigi Pascale, ne fu testimone diretto. All'Università di Napoli, dove era assistente del generale Umberto Nobile all'Istituto di Costruzioni Aeronautiche, ottenne — grazie all'autorità di Nobile, presso l'USIS — l'intera raccolta dei NACA Technical Reports, compreso quello, riservato, sui profili a flusso laminare del caccia North American P-51 Mustang.

✦ Dalla teoria al velivolo

Anni dopo, con quei profili laminari, Pascale realizzò il velivolo Partenavia P55, ottenendo performance eccezionali: la lunga catena che parte da Newton si chiude, concretamente, su un'ala progettata e costruita.

L'omaggio finale va a Frederick Lanchester, il primo a intuire il vero funzionamento dell'ala. Si narra che, giovane in viaggio verso l'America, contemplando i gabbiani planare a lungo sulle correnti con le grandi ali bianche, gli balenò in mente il lampo che gli illuminò la strada per carpire Il segreto dell'ala.

«Scienza e Poesia si fondono per irradiare insieme la luce rivelatrice della conoscenza.» Luigi Pascale — Napoli, 19 gennaio 2011
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Sintesi

Il segreto svelato

Da Newton a Prandtl, la comprensione dell'ala è passata da un'ipotesi qualitativamente errata a un modello matematico solido e predittivo.

PUNTO 01
Circolazione, non urto
L'ala genera portanza grazie a un moto circolatorio del fluido, non spingendo l'aria verso il basso.
PUNTO 02
Nasce dalla viscosità
Distacco del vortice di partenza e conservazione imposta dal teorema di Kelvin.
PUNTO 03
Kutta–Joukowski
L' = ρ∞ V∞ Γ traduce la circolazione in portanza e prevede C_L = 2πα.
PUNTO 04
Linea portante
L'ala finita svela la resistenza indotta: ogni conquista porta con sé un prezzo.
Il filo logico
Newton Lilienthal Wright Magnus Kutta Joukowski Lanchester Helmholtz Prandtl Munk
Dalla prima ala alla Luna
Fig. 19 — Dalla prima ala controllata alla conquista dello spazio: la fisica del fluido come fondamento del volo.
✦ ✦ ✦

«L'uomo ha imparato a volare solo quando ha compreso le leggi del fluido che lo sostiene. La fisica, in aeronautica, non fa sconti.»